Ottimizzazione SEO
Ottimizzazione SEO vuol dire due cose diverse che vengono sempre confuse: farsi trovare, e non far scappare chi arriva. La seconda si sistema in poche settimane e quasi nessuno la guarda. Lavoro su siti che esistono già, a Torino e da remoto in tutta Italia.
Prima misuro, poi tocco
Non esiste un’ottimizzazione valida per tutti. Il primo passo è capire da dove arrivano le persone, quali pagine leggono, dove si fermano e cosa fanno prima di andarsene. Senza questo si finisce a inseguire parole chiave mentre il problema era una pagina che ci mette sei secondi ad aprirsi sul telefono.
Su cosa intervengo
Velocità. È il fattore che si sottovaluta di più e quello che si misura meglio. Immagini enormi, font caricati da fuori, plugin che fanno il lavoro di tre righe di codice: si tolgono e la pagina cambia peso.
Struttura. Quali pagine esistono, come sono collegate, cosa dichiarano di contenere. Una pagina che prova a rispondere a cinque ricerche diverse non ne vince nessuna.
Contenuti. Titoli che dicono cosa c’è dentro invece di essere slogan, testi che rispondono alle domande vere di chi cerca, e le informazioni che Google usa per capire chi sei.
Dati strutturati. Il codice che dice a Google che tipo di attività sei, dove stai, che servizi offri. Non è magia: è dichiarare in modo leggibile ciò che sulla pagina è già scritto per le persone.
Indicizzazione. Sitemap, robots, pagine duplicate, canonici. La parte noiosa in cui si scoprono i danni fatti da anni di configurazioni approssimative.
Questo sito è l’esempio
La pagina che stai leggendo pesa una frazione di un sito normale, non usa nessun plugin SEO, non carica niente da domini esterni e non ha bisogno del banner cookie perché non traccia nessuno senza permesso. Titoli, descrizioni e dati strutturati sono scritti a mano. Non è una dimostrazione di bravura: è che quasi tutto il peso di un sito è roba che non serve.
Quanto costa
Dipende da cosa si trova quando si guarda. Un’analisi su un sito di poche pagine e un intervento su un catalogo di mille prodotti non sono lo stesso lavoro. Le voci che spostano il prezzo sono: quante pagine, quanto è rigido il sito attuale, se i contenuti vanno riscritti, e se serve un presidio continuo o un intervento e via. Dopo una chiamata di venti minuti ti dico cosa vedo e ti mando un preventivo con una cifra fissa.
Domande frequenti
Garantisci la prima posizione su Google?
No, e chi te la garantisce ti sta mentendo: le posizioni non le decide chi fa il lavoro, le decide Google. Quello che posso garantire è il metodo e la misura — cosa cambiamo, perché, e come vedremo se ha funzionato. Se dopo qualche mese i numeri non si muovono te lo dico io, prima che te ne accorga tu.
In quanto tempo si vedono i risultati?
Le correzioni tecniche — velocità, struttura, pagine che rispondono male — si vedono in poche settimane. Il posizionamento su ricerche commerciali richiede mesi, e su un sito nuovo di più. È il motivo per cui la prima cosa che sistemo non è mai la parola chiave: è quello che fa scappare le persone quando arrivano.
Bisogna rifare il sito da zero?
Quasi mai. Nella maggior parte dei casi il sito è recuperabile e conviene: si misura dove si perdono le persone e si interviene su quello. Rifarlo ha senso quando la struttura è talmente rigida che ogni modifica costa più di una pagina nuova, e in quel caso te lo dico con i numeri in mano.
Cosa succede se smettiamo?
Quello che ho sistemato resta: velocità, struttura, contenuti e dati strutturati sono nel tuo sito, non in un abbonamento. Non uso strumenti che tengono in ostaggio il lavoro fatto. Quello che si ferma è il presidio — l’osservare i dati e correggere — che è una scelta tua, non un vincolo tecnico.
Prenota una call di venti minuti: mi dici l’indirizzo del sito, ci guardo prima di sentirci e ti dico se c’è margine. Se non c’è, te lo dico lo stesso.
Torna alla home